lunedì 7 novembre 2011

XI

Sto smettendo di fumare nel mio periodo più sbagliato. Nel periodo in cui tutti i fumatori o i quasi-fumatori assaporerebbero le loro paure, le loro depressioni in una sigaretta. Più ci penso più ne vorrei una. Ma è una sfida contro me stessa: ce la posso fare. E' da tre anni che fumo regolarmente. E sono diventata dipendente da neanche un anno. E probabilmente lo resterò per tutta la vita, se non colgo la palla al balzo. Sono ancora giovane, c'è tempo, e non lo faccio per la salute, per il denaro, per i miei genitori. Partendo dal punto di  vista che tutto fa male, se abusato, ritengo che un fumatore potrà avere sì danni maggiori di un non fumatore; ma, scusate, moriranno entrambi, prima o poi. E il denaro? Parlo ai fumatori: quante volte vi è capitato di non avere un soldo per comprarvi le sigarette e andare a racimolare tutta la moneta che trovate in giro per la casa, sulle mensole, i 5 centesimi avanzati nel salvadanaio, l'euro trovato per caso in una tasca di pantaloni sporchi, o i venti centesimi nella tasca del giubbino. I miei genitori vabbè, che fumo (fumavo?) lo sanno. Mia madre non può dire nulla dato che anche lei fuma e non poco.
Perchè smetto? Non lo so neanche io. Sono stanca di tutto. Ho mandato a puttane tutto. Anche il fumo. Vaffanculo

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