domenica 13 novembre 2011

XIV


XIII

Oggi dipingerei "The New (Bull)shit" di colori sgargianti. Mi sento - quasi -  rinata oggi. Mi sto innamorando delle giornate di sole che ci regala questo novembre. Odio novembre, ho sempre odiato l'autunno in generale, per motivi più o meno legati ad eventi in particolare.
Ho un rapporto d'amore e odio con questo novembre. Il mio toccare il fondo; la rinascita. Gli sbalzi d'umore. Mi sono svegliata bene, tra qualche ora... chissà.
Ho ricominciato a fumare.
Ho detto grazie per la prima volta ai miei genitori.
E' da tre giorni di fila (o forse anche quattro, ma non ci vorrei giurare) che mi sveglio bene. Non ricerco più motivazioni valide per alzarmi al mattino, lo faccio semplicemente. Mi sveglio per vivere. E questa è più che una motivazione valida.
Giuro che non c'è stato nulla, non è successo nulla di particolare che mi abbia fatto cambiare visione, cambiare umore, cambiare giornate.
Ma c'è il sole, e mi basta questo.

lunedì 7 novembre 2011

XII

Sto provando ad immaginare una fuga.
Chi vuole evadere solitamente è chi non ce la fa più. Chi ne ha talmente le palle piene delle persone, delle idee radicate, del mio letto, delle canne, della pasta a mezzogiorno e dei commenti. E ancora : di essere obbligati a fare cose che non vorremo mai e poi mai fare (se questo fosse il mio ultimo giorno, farei quello che sto per fare? COL CAZZO), le critiche, hai sbagliato questo, no dovevi fare così, perchè non studi, ma cosa ti succede eccetera.
La fuga.
Che parola eccitante.
Piena di vita. Di adrenalina.
Pochi minuti fa, ragionando sulla mia vita attuale, è la prima soluzione a tutti i problemi che mi è venuta in mente. Che poi non ho problemi. Ma me li faccio, i problemi. Ho problemi con me stessa e questa è la prima cosa da cambiare in assoluto.
Voglio, devo scappare. Anche per qualche ora, fino a un massimo di qualche giorno. I soldi.
CAZZO i soldi. Possibile che sia tutto così attaccato al denaro?
E' difficile poter immaginare di scappare. Scappare dal mio mondo. Provare cosa significa uscire dalla routine. Una cosa per gente coraggiosa. Ma sono davvero così coraggiosa?

XI

Sto smettendo di fumare nel mio periodo più sbagliato. Nel periodo in cui tutti i fumatori o i quasi-fumatori assaporerebbero le loro paure, le loro depressioni in una sigaretta. Più ci penso più ne vorrei una. Ma è una sfida contro me stessa: ce la posso fare. E' da tre anni che fumo regolarmente. E sono diventata dipendente da neanche un anno. E probabilmente lo resterò per tutta la vita, se non colgo la palla al balzo. Sono ancora giovane, c'è tempo, e non lo faccio per la salute, per il denaro, per i miei genitori. Partendo dal punto di  vista che tutto fa male, se abusato, ritengo che un fumatore potrà avere sì danni maggiori di un non fumatore; ma, scusate, moriranno entrambi, prima o poi. E il denaro? Parlo ai fumatori: quante volte vi è capitato di non avere un soldo per comprarvi le sigarette e andare a racimolare tutta la moneta che trovate in giro per la casa, sulle mensole, i 5 centesimi avanzati nel salvadanaio, l'euro trovato per caso in una tasca di pantaloni sporchi, o i venti centesimi nella tasca del giubbino. I miei genitori vabbè, che fumo (fumavo?) lo sanno. Mia madre non può dire nulla dato che anche lei fuma e non poco.
Perchè smetto? Non lo so neanche io. Sono stanca di tutto. Ho mandato a puttane tutto. Anche il fumo. Vaffanculo

venerdì 4 novembre 2011

X

Vorrei sempre scrivere tante cose, vorrei poter dire ancora di più, ma quello che mi esce è soltanto il silenzio, affiancato da un'espressione contorta.
NON so cosa mi stia succedendo, sempre che mi stia succedendo qualcosa. Cercare di portare a termine qualcosa, o di fare iniziare qualcosa, o di continuare qualcosa. No, non riesco più a fare niente. Ed è una cosa che mi fa andare fuori di testa.
Quando non hai niente tra le mani ma vorresti tutto.
Quando hai tutto tra le mani ma non vorresti niente.
Non lo so. Non so più niente. Forse l'ho già detto, oh mio dio, scusate, se mi ripeto. Mi ripeto in continuazione. Perdo la memoria. Ho dei vuoti mentali assurdi.
Fa parte del processo della crescita? Non penso proprio.
E queste paturnie fanno parte del processo della crescita? Beh lo spero.
Svegliarsi alla mattina, troppo presto per una diciassettenne fuori forma, e non trovare ragioni che ti spingano ad alzarti dal letto. Nè la scuola, nè una possibile famiglia, nè niente di niente.
Ho detto troppe cavolate in questo post. Penso che lo cancellerò; domani. Domani che sarà senz'altro un giorno migliore.
Ecco cos'è che mi da la forza di scendere dal letto alla mattina!

martedì 1 novembre 2011

IX

Delle volte preferiamo l'immaginazione alla verità. Direi quasi sempre.
Delle volte, la conferma di ciò che pensiamo da tanto tempo è straziante. E la cosa che fa più male è non poterne parlare.
E' come navigare nel vuoto, in un ansioso e allo stesso tempo noioso cerchio immaginario, che ruota attorno sempre alle stesse cose.