Oggi ho avuto il piacere di deliziarmi nell'assaggiare l'assenzio di Marilyn Manson, il cosiddetto Mansinthe. Sublime, quasi.
Ma era solo per farvelo sapere, visto che non è cosa da tutti i giorni prendere dell'assenzio alle 6 del pomeriggio sotto il sole cocente. Ma vabbè. Sfizi.
E' domenica sera, una pallosissima domenica sera. Solitamente quando sono in vacanza non bado a domandarmi che giorno sia, o comunque non mi faccio troppi problemi dato che uno vale l'altro. Ma mi capita spesso di percepire la domenica nell'aria, come dal suono delle campane alle 8 del mattino quando stai ancora vagheggiando nel sudiciume della sera prima, nei postumi di una sbronza o di qualche canna di troppo e vorresti continuare a dormire ancora un pò. Sento che si tratta di una domenica anche dal fatto che, a qualunque ora mi svegli nel corso della giornata so di trovare mio padre (oltre a mio fratello e mia madre) il quale, o si alletta guardando la tv, o fa da mangiare se è ora di pranzo, o armeggia con qualcosa di rotto. E' strano trovare mio padre a casa al mio risveglio. Molto strano. E difatti capita solo di domenica, la giornata più inutile e più spossante di tutte.
Ma poi non so, so che c'è qualcosa nell'aria che mi dice "è domenica, Vittoria, ora puoi pure rimetterti a dormire che tanto non c'è mai un cazzo da fare". Tutti prendono, vanno, fanno, di domenica. Io no. Io a dire il vero mi diverto più negli altri giorni. Faccio di più, negli altri giorni. E non lo dico perchè siamo in estate. Anche quando sono presa dalle mie modeste occupazioni scolastiche me la vivo male, la domenica.
Forse dovrei smetterla di preoccuparmi così tanto della domenica e pensare a qualcosa di produttivo, come il fatto che ogni domenica sera mi ripropongo di iniziare la nuova settimana in un modo migliore. (non è produttivo nemmeno questo).
Dovrei iniziare da domani, ad esempio. Parto sempre con il piede giusto. Mi sveglio incazzatissima e dico "ok, oggi faccio un repulisti delle persone di merda dalla mia vita", oppure "bene, da oggi cercherò di capirmi più del solito". Ma poi non lo faccio mai. Forse perchè non ne ho bisogno?
Da domani potrei essere una nuova persona, chi lo sa. Potrei cambiare, così, da un momento all'altro, senza un vero motivo.
L'unico vero motivo è che dovrei liberarmi del passato. Tagliare (ma che dico... SQUARCIARE!) i ponti con il passato e cominciare una vita pensando al mio bene, e con questo non vorrei sembrare una fottuta persona egoista ma, è risaputo, i buoni e gli altruisti sempre in culo se lo prendono (scusate l'espressione poco dignitosa).
Sono succube del passato. Prende il sopravvento e mi è così difficile liberarmene che ci ricasco dentro.
E ma adesso basta... Domani è lunedì, e, pensate, comincerò questa mia ricerca dell'equilibrio interiore mettendo al posto lo schifo che mi ritrovo nel guardaroba (sì, ok, è perchè mia madre mi obbligherà prima o poi e sempre prima o poi -più prima che poi- dovrò fare le valigie - yey!).
Buona notte superstiti della domenica!
domenica 28 agosto 2011
giovedì 25 agosto 2011
III
Mi ritrovo sempre a scrivere su questo blog nelle circostanze meno adatte in assoluto. Ad esempio in questo momento non sono lucida al centopercento e non so nemmeno di cosa parlare. Vorrei parlare talmente di tante cose che finirò con il riempire questa pagina di talmente tante cazzate che la gente si seccherà di leggerle e mi classificherà come depravata o, ancora peggio, un'emerita cogliona. Vabbè, capita che la gente ti giudichi per quello che scrivi o solamente per quello che pensi. Giuro che mi è piuttosto difficile scrivere quassù, perchè nello stesso istante in cui clicco sul tasto "pubblica post" sono a conoscenza del fatto che nel giro di pochi minuti o comunque poche ore tutto il mondo potrebbe venire a conoscenza dei miei pensieri. E questa cosa mi mette ansia. Anzi no, perchè tanto le persone che leggeranno saranno talmente poche che la mia reputazione può ancora intravedere uno spiraglio di salvezza. Ancora per poco.
Discorsi inutili. La mia reputazione non importa; il mio orgoglio e la mia dignità neppure.
Ma che c'entra???
Solitamente sono abituata a scrivere in documento di Word che conservo molto gelosamente nel mio PC (a dire il vero non poi così gelosamente dato che basta che qualcuno metta le mani nel mio computer e apra i documenti, per riuscire a leggerlo). Fatto sta che su quel cazzo di documento che ormai vanta una cinquantina di pagine, riesco a scrivere tutto, ma proprio tutto. Qui no. Ed è inutile chiedersi il perchè, giusto? Potrei benissimo parlare dei miei sentimenti ma... mi gira la testa.
Chiudo al volo e accendo l'aria condizionata. Fa un caldo porco.
Discorsi inutili. La mia reputazione non importa; il mio orgoglio e la mia dignità neppure.
Ma che c'entra???
Solitamente sono abituata a scrivere in documento di Word che conservo molto gelosamente nel mio PC (a dire il vero non poi così gelosamente dato che basta che qualcuno metta le mani nel mio computer e apra i documenti, per riuscire a leggerlo). Fatto sta che su quel cazzo di documento che ormai vanta una cinquantina di pagine, riesco a scrivere tutto, ma proprio tutto. Qui no. Ed è inutile chiedersi il perchè, giusto? Potrei benissimo parlare dei miei sentimenti ma... mi gira la testa.
Chiudo al volo e accendo l'aria condizionata. Fa un caldo porco.
mercoledì 17 agosto 2011
II
Non vorrei che fraintendessero il mio modo di fare. Se c'è una cosa che mi so riconoscere e di cui vado fiera, è la mia determinazione. Voglio qualcosa e lo ottengo, senza troppi sforzi. Eppure so che c'è qualcosa che ancora non ho ottenuto, e perciò vivo la mia vita sottoforma di insoddisfazione costante. La sensazoine di appagamento che provo dopo aver ottenuto qualcosa dura si e no qualche ora. Dopodichè rimango inerme, mi pongo due o tre domandine alle quali non so dare una risposta, e sprofondo nella mia insoddisfazione cronica.
Mia madre me lo ha detto da sempre, dice che non sono mai contenta e mi vede spesso e volentieri depressa.
In realtà è solo apparenza. In realtà altro non è che il post-appagamento, un pò come quando da piccolo prendi un gioco nuovo e tre secondi dopo che hai iniziato a usarlo, lo guardi e ti chiedi se hai fatto bene o se è stata la millesima stronzata commessa. In realtà nessuno sa un cazzo di me. E probabilmente nemmeno io so un cazzo di me stessa, dato che la confusione in me regna da mesi a questa parte.
Ma penso che sia normale.
Penso che faccio bene ad essere insoddisfatta, perchè è il mio modo di essere, e la ricerca delle cose giuste, perfette e come dico io dovrà essere portata a termine, un giorno.
Credo che qualcuno ha riservato qualcosa anche per me, in questa vita, su questo mondo.
E credo che non la smetterò mai di essere così. Sono nata così, ero così anche a 2 anni, mi stancavo di ogni cosa nel giro di pochi minuti; ma credo anche che prima o poi ci sarà qualcosa della quale non mi stancherò mai. Qualcosa che... si, beh, qualcosa che mi faccia davvero felice. E qualcosa per il quale il post-appagamento non sia insoddisfazione pura ma sia una gratitudine eterna.
Aspettiamo.
Mia madre me lo ha detto da sempre, dice che non sono mai contenta e mi vede spesso e volentieri depressa.
In realtà è solo apparenza. In realtà altro non è che il post-appagamento, un pò come quando da piccolo prendi un gioco nuovo e tre secondi dopo che hai iniziato a usarlo, lo guardi e ti chiedi se hai fatto bene o se è stata la millesima stronzata commessa. In realtà nessuno sa un cazzo di me. E probabilmente nemmeno io so un cazzo di me stessa, dato che la confusione in me regna da mesi a questa parte.
Ma penso che sia normale.
Penso che faccio bene ad essere insoddisfatta, perchè è il mio modo di essere, e la ricerca delle cose giuste, perfette e come dico io dovrà essere portata a termine, un giorno.
Credo che qualcuno ha riservato qualcosa anche per me, in questa vita, su questo mondo.
E credo che non la smetterò mai di essere così. Sono nata così, ero così anche a 2 anni, mi stancavo di ogni cosa nel giro di pochi minuti; ma credo anche che prima o poi ci sarà qualcosa della quale non mi stancherò mai. Qualcosa che... si, beh, qualcosa che mi faccia davvero felice. E qualcosa per il quale il post-appagamento non sia insoddisfazione pura ma sia una gratitudine eterna.
Aspettiamo.
domenica 14 agosto 2011
I
Cedere alle tentazioni. O resistere? Mi sembra quasi impossibile tenere a freno i miei sentimenti, o le mie tentazioni. So che non dovrebbe essere un problema, dal momento che la filosofia di vita di molti di voi sarebbe del tipo "se vuoi qualcosa muovi il culo e vallo a prendere". Mi sembra di muoverlo troppo il culo, ecco. Di forzare il destino.
Volere qualcosa ma desiderare di non volerla. Sapere che una persona ti può fare qualunque torto, può averti trattato male per tempo, eppure continuare a desiderarla, andando contro la tua volontà. Non rivelare i tuoi sentimenti mi fa credere che in realtà non esistano, questi sentimenti.
Odio.
Odio stare in silenzio, guardare la vita scorrermi davanti, guardare le persone passare, farti un cenno e poi scappare via nel nulla. A volte senza salutare affatto. Il mondo va avanti. Sempre. Con o senza i tuoi problemi, e non ci sarà mai un momento in cui potrai gridare "STOOOP", e farti ascoltare una volta tanto, perchè ti gireranno tutti le spalle.
Certo che in qualche modo la vita mi incula sempre, però.
sabato 13 agosto 2011
il primo post.
In realtà non è propriamente il mio primo post. Ho rifatto il mio blog; anzi, a dire il vero, non sapendo come fare per cancellare quello vecchio, ho pensato bene di utilizzare un indirizzo e-mail del quale non ricordavo più di esserne in possesso, e di crearne un altro. Perchè? Beh, forse non ho mai concluso niente e avrei sempre voglia di ricominciare, di azzerare tutto e di iniziare di nuovo. Sono così con tutto: con me stessa, con i libri, con ciò che scrivo... Mi è capitato spesso di cancellare tutto senza un motivo valido, ma solo per il gusto di resettare.
Invano. Non serve a un cazzo cercare di tagliare i ponti col passato eliminando cose materiali. Per di più non serve nemmeno cercare di eliminare cose immateriali, come i ricordi impressi nella mente che ogni tanto fanno capolino nelle notti più sole.
Vabbè, era per dire.
Volevo parlare d'altro in realtà, eppure finisco sempre col perdermi in discorsi senza capo nè coda, soprattutto alle due di notte di un giorno qualsiasi.
Oppure posso passare da un argomento all'altro con disinvoltura.
Ci sono un sacco di opzioni in questo sito. E io non le so usare. Maledetto.
Imparerò. E me la caverò da sola.
Come sempre.
Invano. Non serve a un cazzo cercare di tagliare i ponti col passato eliminando cose materiali. Per di più non serve nemmeno cercare di eliminare cose immateriali, come i ricordi impressi nella mente che ogni tanto fanno capolino nelle notti più sole.
Vabbè, era per dire.
Volevo parlare d'altro in realtà, eppure finisco sempre col perdermi in discorsi senza capo nè coda, soprattutto alle due di notte di un giorno qualsiasi.
Oppure posso passare da un argomento all'altro con disinvoltura.
Ci sono un sacco di opzioni in questo sito. E io non le so usare. Maledetto.
Imparerò. E me la caverò da sola.
Come sempre.
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