Non vorrei che fraintendessero il mio modo di fare. Se c'è una cosa che mi so riconoscere e di cui vado fiera, è la mia determinazione. Voglio qualcosa e lo ottengo, senza troppi sforzi. Eppure so che c'è qualcosa che ancora non ho ottenuto, e perciò vivo la mia vita sottoforma di insoddisfazione costante. La sensazoine di appagamento che provo dopo aver ottenuto qualcosa dura si e no qualche ora. Dopodichè rimango inerme, mi pongo due o tre domandine alle quali non so dare una risposta, e sprofondo nella mia insoddisfazione cronica.
Mia madre me lo ha detto da sempre, dice che non sono mai contenta e mi vede spesso e volentieri depressa.
In realtà è solo apparenza. In realtà altro non è che il post-appagamento, un pò come quando da piccolo prendi un gioco nuovo e tre secondi dopo che hai iniziato a usarlo, lo guardi e ti chiedi se hai fatto bene o se è stata la millesima stronzata commessa. In realtà nessuno sa un cazzo di me. E probabilmente nemmeno io so un cazzo di me stessa, dato che la confusione in me regna da mesi a questa parte.
Ma penso che sia normale.
Penso che faccio bene ad essere insoddisfatta, perchè è il mio modo di essere, e la ricerca delle cose giuste, perfette e come dico io dovrà essere portata a termine, un giorno.
Credo che qualcuno ha riservato qualcosa anche per me, in questa vita, su questo mondo.
E credo che non la smetterò mai di essere così. Sono nata così, ero così anche a 2 anni, mi stancavo di ogni cosa nel giro di pochi minuti; ma credo anche che prima o poi ci sarà qualcosa della quale non mi stancherò mai. Qualcosa che... si, beh, qualcosa che mi faccia davvero felice. E qualcosa per il quale il post-appagamento non sia insoddisfazione pura ma sia una gratitudine eterna.
Aspettiamo.
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