venerdì 14 ottobre 2011

VIII

Gente!
Lasciatevelo dire, se nella società esiste quel brutto male che è il pregiudizio, è solo perchè l'avete voluto voi.
Non sono una psicologa nè è nelle mie ambizioni diventarlo, ma, è risaputo che, le persone (soprattutto i comunemente chiamati giovani), hanno una voglia matta di affermarsi, di identificarsi in qualcosa/qualcuno (e qui ritorna il discorso dei famosi p.d.r. - non è Presidente della Repubblica, bensì Punti Di Riferimento). Ora parlo includendo anche me: VOGLIAMO affermare il nostro carattere, il nostro modo di vivere, attraverso l'aspetto esteriore. Parlo di abbigliamento, di tatuaggi, di piercing, di taglio di capelli e di molte altre cose. E queste sono tutte cose che in età adolescenziale si vogliono provare per cambiare. Per dire "cazzo, questo sono io, se vi piaccio bene altrimenti andatevene aff*?%&!o. " E' la tipica frase che pronunciano i giovincelli non appena ricevono delle critiche.
Quelli con i piercing sono diventati i drogati, quelle con le gonne sono diventate le ragazze facili (per non dire puttane - ops, l'ho detto), quelli con le scarpe abnormi sono sempre loro, i drogati, e poi ancora ci sono quelli che vogliono fare i figli dei fiori, i rocker, i metallari e tanti altri.
Il mio consiglio è: createvi una personalità aldilà di quello che fate nella vostra vita. Perchè se vi fumate le canne dovete per forza andare in giro vestiti da straccioni con gli occhi bordeaux? Lo sapete che le persone hanno pregiudizi. Lo sapete benissimo; lo sanno tutti. E così facendo, non fate altro che confermare i loro pregiudizi. E così non si fermeranno mai, i pregiudizi non avranno mai fine. Non mi sto mettendo contro di voi, mi sto anzi mettendo dalla vostra parte.
Ma, dopotutto, ognuno di noi ha, nel suo piccolo, dei pregiudizi.
Pensateci anche voi, piccoli adulti che odiate la polizia perchè vi ha sgamato e date la colpa ai pregiudizi:
quante volte abbiamo visto, magari un extracomunitario, sull'autobus e ci siamo mantenuti alla larga solo perchè aveva una faccia cosiddetta poco raccomandabile?
Purtroppo non mi vengono altri esempi. Ho la testa vuota, ma sono sicura che potete trovarne altri cento voi, al posto mio.
Riflettete.
Fate in modo che i pregiudizi rimangano davvero pregiudizi, e che non descrivano invece come effettivamente è una situazione.
Se non ci riuscite, per lo meno, evitate di lamentarvi.

VII

Mi sono dimenticata.
Mi sono dimenticata di tutto. Mi sono dimenticata di cenare, di disdire un appuntamento, di fare i compiti. Mi sono dimenticata delle vere persone (che forse non ci sono nemmeno mai state?). Mi sono dimenticata di chiedere scusa e di ringraziare. Mi sono dimenticata il cellulare a casa, il portafoglio, le chiavi.
Mi sono dimenticata completamente di sentirmi viva.
Mi sono dimenticata di cosa vuol dire amare. E quello non riesco più a ricordarmelo. Ma chi se ne frega, in fondo;
Dobbiamo dare tempo al tempo. Ma aspettare è frustrante. E deludente, delle volte.
"Se questo fosse il mio ultimo giorno, vorrei fare quello che sto per fare?". NO.
Che cazzo, NO!!!! No, no, no e ancora no.
E allora?
E allora cosa può essere un buon passatempo finchè ci si aspetta qualcosa di sensazionale che svolti la propria vita?
Anzi, forse la vera domanda è: si deve davvero rimanere ad aspettare o si può muovere il culo e fare qualcosa? Se sì, come? Aiuto.

lunedì 10 ottobre 2011


Forse, e dico forse, qualcosa di sbagliato c'è, in  tutto questo
Non mi piace per niente vedere tutto scuro.
E inizierò a vedere chiaro, anche se il cielo non me lo permette, anche se guardando il tramonto mi viene la nostalgia, di te, di te, e anche di te. Di com'è tutto più semplice, quando hai la situazione in pugno.
Ora, in pugno, ho solo un mucchio di sassi. 
Pronti da lanciare.

domenica 9 ottobre 2011

VI

Non penso di essere sola.
Questo è per tutti quelli che sono, come me, perennemente infelici o insoddisfatti di quello che li circonda. Quelli che hanno passato o stanno passando giornate di merda, giornate in cui vorresti mollare tutto e tutti. Per tutti quei compleanni di merda e serate affidate a un goccio d'alcool con la speranza di riuscire, per un attimo, a dimenticare i tuoi problemi.
Ma sapete qual è la verità? Che i problemi ce li costruiamo da soli. Diventare grandi non è semplice e, man mano che i giorni passano, ci costruiamo una realtà in cui vediamo tuttoi al contrario di come dovrebbe essere. Persino la finestra con la maniglia rotta pare una catastrofe. Il fatto è che ci aspettavamo tutto diverso, vedendoci circondati da persone che sembrano avere ottenuto tutto dalla vita. E ci sentiamo esclusi, soli, delle merde. Può essere che siamo soli, ma a volte un pò di solitudine non fa male. Siamo arrabbiati con il mondo, ma è solo colpa del nostro mondo, quello che ci siamo costruiti con le nostre stesse mani, quello in cui ci sembra di vivere, che altro non è che una finzione.
Io vi dico quindi di aprire gli occhi e di apprezzare ogni singolo sorriso (quelli veri), un amico che ti porta a mangiare Cinese per il tuo compleanno e quell'altro che ti raggiunge mentre sei a pezzi, solo per fumare una sigaretta.
Smettiamola di vedere tutto con un occhio distorto.
Vediamo positivo.
Piangete, potete piangere quanto volete. Ma ricordatevi che nessuno di noi è solo, a questo mondo. Ci sono persone che ci vogliono bene sulle quali non abbiamo mai puntato la nostra attenzione. E, soprattutto, ci sono persone che ci vorranno bene. Quelle sorprese che devi ancora ricevere.
Persone che dobbiamo ancora incontrare.
O che ci hanno resi felici almeno per un giorno della nostra vita.
Impariamo l'arte di apprezzare, se quello che facciamo quotidianamente è sperare che il giorno seguente sia un pochino migliore.

Avevo detto che dai miei 17 anni sarebbero cambiate molte cose. E lo penso ancora.
Sento che, anche se sono diciassettennne da poche ore, qualcosa è cambiato.

domenica 2 ottobre 2011

V

Guardarsi allo specchio.
Le ansie.
Persone sbagliate al momento sbagliato.
Mille domande, mille e uno dubbi. E zero risposte. Non c'è tempo per le risposte. Non c'è la voglia di cercare delle risposte.
Non c'è nemmeno la voglia di troncare tutto, di resettare. Anzi. C'è la voglia, ma manca la forza.
Oh, se manca la forza.
Se solo avessi la metà della forza che vorrei avere, a quest'ora di certo non mi ritroverei qua.
E' così che si sprofonda nelle dipendenze. Quando la realtà sembra così cupa, così indecifrabile, che le risposte si cercano in una sigaretta, in uno (due, tre, quattro) bicchieri, nelle droghe (leggere e non)...
Non sono io a giudicare se questo atteggiamento sia giusto o sbagliato. Ma tutti noi, siamo dipendenti da qualcosa. Siamo umani, siamo fragili. Siamo deboli. E dipendere da qualcosa, o qualcuno, è un chiaro segno della nostra debolezza.
Sono arrabbiata con me stessa. Perchè mi credevo diversa. Mia madre mi credeva diversa. Mi credevo forte. Ma non è mai troppo tardi per trovare la forza di rialzarsi dai momenti bui. Che poi, per poter risalire, il fondo lo devi toccare per forza.
Ora sinceramente non so neanche quale sia il nucleo principale di quest'intervento. Proviene da qualcosa che ho dentro, da un buco che finora nessuno, niente, è mai riuscito a riempire del tutto.