lunedì 7 novembre 2011

XII

Sto provando ad immaginare una fuga.
Chi vuole evadere solitamente è chi non ce la fa più. Chi ne ha talmente le palle piene delle persone, delle idee radicate, del mio letto, delle canne, della pasta a mezzogiorno e dei commenti. E ancora : di essere obbligati a fare cose che non vorremo mai e poi mai fare (se questo fosse il mio ultimo giorno, farei quello che sto per fare? COL CAZZO), le critiche, hai sbagliato questo, no dovevi fare così, perchè non studi, ma cosa ti succede eccetera.
La fuga.
Che parola eccitante.
Piena di vita. Di adrenalina.
Pochi minuti fa, ragionando sulla mia vita attuale, è la prima soluzione a tutti i problemi che mi è venuta in mente. Che poi non ho problemi. Ma me li faccio, i problemi. Ho problemi con me stessa e questa è la prima cosa da cambiare in assoluto.
Voglio, devo scappare. Anche per qualche ora, fino a un massimo di qualche giorno. I soldi.
CAZZO i soldi. Possibile che sia tutto così attaccato al denaro?
E' difficile poter immaginare di scappare. Scappare dal mio mondo. Provare cosa significa uscire dalla routine. Una cosa per gente coraggiosa. Ma sono davvero così coraggiosa?

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